Come ti riciclo la copertina: un sacco nanna per la bambola e un portapigiama

Porta pigiama

Scommetto che anche voi come me avete ancora nell’armadio lenzuolini, copertine e trapunte da neonato.

Durante gli ultimi mesi di gravidanza entrambe le volte ho sentito il desiderio irresistibile di darmi al cucito (da vera autodidatta perché ancora non avevo neppure pensato di iscrivermi ad un vero corso di cucito). Lavoravo anche 10 ore al giorno, perché in ufficio al tempo c’era qualche problemino, e poi il fine settimana o in qualche giornata che decidevo di dedicare solo a me il salotto diventava un vero laboratorio. Ho realizzato lenzuolini in mussola e copertine con i tessuti trapuntati trovati già pronti al negozio di tessuti: molto semplici e in tinta unita, senza fiorellini o animaletti; al massimo mi sono concessa un pezzetto di pizzo san gallo per il risvolto del lenzuolo.

Ora le bimbe sono cresciute, non ho alcuna intenzione di allargare la famiglia e lo spazio in casa è sempre meno, da qui l’idea del riutilizzo.

Emma mi ha chiesto un sacco nanna per la bambola, aveva paura che prendesse freddo. Ovviamente ha frugato  nella scatola in cui ripongo passamaneria e nastri e ha scelto il materiale per i decori. Io ho tagliato in tre rettangoli una delle sue prime trapuntine, su uno dei rettangoli ho abbozzato un cuore con un nastro a serpentina rosso, l’ho fissato con gli spilli e cucito, poi più in alto ho cucito un nastro elastico con volant a quadretti vichy.

Sacco nanna in lavorazione

In ultimo ho piegato il rettangolo in due nel senso della lunghezza e sul rovescio, in modo da formare un sacco e lasciare uno spazio simile ad un cuscino nella parte superiore, cucito e risvoltato al diritto, e profilato il tutto con lo sbieco.

Sacco nanna terminato

Emma era molto soddisfatta, e pare che la bambola Elsa abbia dormito al calduccio. Ovviamente Matilde ne ha desiderato uno per la sua bambola, e l’ultimo pezzo di tessuto l’ho tenuto per fare una borsa porta pigiama.

Un domani, quando le bambole non avranno più necessità del sacco nanna,  anche il sacco nanna potrà essere riciclato in portapigiama: la parte superiore (il cuscino per intenderci) può essere ripiegata sul sacco e fissata con un bottone automatico. In questo modo il riciclo sarà completo e la copertina non andrà affatto sprecata: potrà accogliere un cambio per la notte per andare a dormire dai nonni o da un’amica

Attività con i bambini: decori natalizi in pannolenci

Decori natalizi in pannolenciDa qualche giorno con le bambine siamo precipitate nel tunnel delle decorazioni. Natale si avvicina e i grandi magazzini propongono decine di addobbi colorati soffici e invitanti, in alcuni casi anche economici, ma quasi tutti Made in China.
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Riciclo creativo: teatrino in cartone

Scatola teatrino
Oggi abbiamo riciclato una scatola di cartone destinata al macero. Emma appena l’ha vista ha deciso che poteva diventare una tv, o un teatro, e persino un negozio. Continua a leggere

Re-fashion: riciclare gli abiti dei bambini

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Da quando sono diventata mamma presto molta più attenzione alla qualità dei tessuti, e una delle mie Marche cult è diventata Petit Bateau, perché oltre a offrire modelli e fantasie deliziosi (soprattutto per i neonati), garantisce l’utilizzo di cotone organico per l’intimo come body e pigiami.
Per chi come me ha un bambino con pelle ultrasensibile e atopica l’utilizzo di tessuti non tossici non è da sottovalutare. I bambini atopici hanno la pelle sottile, squamosa e/o arrossata e pure un prurito micidiale. Con Petit Bateau (e poche altre marche, tra cui Benetton) si va tranquilli. I capi sono morbidi e non creano irritazioni.
L’unico problema con Petit Bateau (a parte il prezzo) sta nel fatto che arriva un momento in cui ai bambini i vestiti non stanno più ma nonostante innumerevoli lavaggi e un uso molto intensivo non hai il coraggio di buttarli perché sono ancora in ottime condizioni, praticamente indistruttibili.
E allora che fa la bella sartina? Taglia, modifica e risistema per un nuovo utilizzo.
Il vestito blu nella foto e’ stato utilizzato prima da Emma dai 18 mesi ai tre anni e poi da Matilde sino allo scorso inverno.
Quando mi è passato tra le mani lo scorso fine settimana, mentre sistemavo gli abiti estivi nelle scatole e quelli autunnali nell’armadio, per un attimo ho cercato di capire a chi potessi regalarlo; poi però ho valutato che lo si poteva trasformare; e così armata di rotella, spilli e macchina da cucire l’ho riciclato come gonna.
È venuta così carina che ho tagliato altri tre vestiti e poi il pigiamone.
Anche la tuta a righe era stata utilizzata da entrambe le bambine ma ora che Matilde non porta più il panno era un tantino scomoda e così l’ho tagliata all’altezza del cavallo. Tra l’altro la cosa bella della maglina o dei tessuti in felpa è che non sfilacciano quando li tagli.
Ora non resta che fare un orlino per rifinirlo e usarlo come maglia di ricambio per un pigiama